Sempre Fuori Tempo

Quest’uomo, Anders Breivik.  Quest’uomo incarna l’odio.

Non si può dire che viva nella nazione con meno assistenza al cittadino d’Europa. Per dire una cosa a caso lì non esiste il congedo di maternità dal lavoro: è direttamente congedo per entrambi i genitori, oltre i sei mesi.

E non si può neanche dire che sia il paese coi dati più allarmanti sulla sovrapopolazione. E’ vero, circa il 22% dei residenti nel paese é immigrato, ed ogni anno viene naturalizzato circa il 3% di essi (numeri doppi rispetto all’Italia, dati Eurostat); ma è anche vero che ha meno di 5 milioni di abitanti (é più grande della Polonia che ne ha 39 milioni, e dell’Italia che ne ha 60) per un’area del tutto abitabile – vorrei rendervi partecipi del fatto che anche in Lapponia si vive e si lavora.

Non si può dire che la Norvegia abbia rinunciato alla propria identità culturale in favore delle ingerenze estere, per esempio ha rifiutato due volte di entrare nell’Unione Europea, i dialetti vengono utilizzati anche nelle sedi istituzionali etc…

Quest’uomo ha deciso che comunque tutto questo non basta per essere parte di un popolo felice, bisogna fare di più. E fin qui nulla lo rende differente da un Borghezio del cazzo o dalla mia vicina di casa che non vuole pagare per l’ascensore in condominio che tanto non la usa.

Quello che lo distingue é che lui ci ha pensato tanto a cosa fare di più, per anni. Piano piano si é deciso che la direzione presa dalla sua amata nazione era sbagliata per colpa di una politica troppo permissiva, e più attenta ai diritti concessi che al bene del paese. E che questa politica era fatta nel democratico assenso del paese stesso, quindi non poteva contare su nessuno per cambiare le cose, perché tutti erano più o meno d’accordo.

Ha capito che la politica guarda al futuro, anche la politica sbagliata.

E che il futuro di quella politica sbagliata era tutto sull’isola del partito laburista, Utoya, dove i giovani iscritti e simpatizzanti partecipavano ad un ritrovo organizzato per assistere ad incontri ed eventi su temi sociali.

Ragazzi così, che pensano al loro paese. Giovani che se il partito non organizzasse cose del genere si ritroverebbero a fare le stesse cose in un centro sociale o in un cineforum, perché a loro piace quello. Persone della sua età o poco meno che pensano cose che vanno contro a quelle che pensa lui. Quanto li odia.

Probabilmente, fa loro, quelli che tra 10 – 20 anni faranno, o avrebbero potuto fare, parte del governo norvegese. Un governo da odiare.

Uccidere – una  – generazione – di – porci – comunisti.

Aveva bisogno di tempo per farlo come voleva lui – a fucilate; ha messo una bomba a Oslo per guadagnarlo, per costruirla ha usato del fertilizzante che ha potuto procurarsi grazie all’azienda agricola dove aveva deciso di lavorare due anni fa. Ha cambiato la sua intera vita. Questo per avere 90 minuti da usare per ammazzare quei ragazzi, che odiava.

Quest’uomo é la gente che guardando alla tv i massacri del G8 di Genova nel 2001 ha pensato che “se lo meritavano perché manifestare é contro il governi democraticamente eletti” (e quindi?). Quest’uomo é lo stesso che guardando gli sbarchi degli immigrati ha proposto di “prendere a fucilate le barche, perché quegli uomini commettono un reato e devono essere dissuasi a farlo” (chissà cosa direbbe se dovessimo sparare a chi evade il fisco). Quest’uomo é lo stesso che quando é morto Arrigoni ha decretato che “era un terrorista perché aiutava un popolo governato da un partito che ha attentato contro Israele” (infatti aiutava il popolo, non il governo).

Quest’uomo é frutto di una cultura fatta di odio. Al mondo ognuno di noi odia, ma spesso se ne vergogna. E’ ciò che ci aiuta ad andare avanti nel bene: il riconoscimento che un sentimento crudele, se immotivato, sia contrario al vivere comune. Capita, talvolta, che alcuni perversi odino, ma non sopportino la vergogna che ne consegue, e per evitarla sviluppino la propensione alla giustificazione dei sentimenti crudeli, creando una cultura: quella delle radici celtiche del Po, quella del mito ariano, quella sionista, quella dell’utopia comunista…

La realtà é che questa gente odia e ha paura di vergognarsene, e questa paura continua ad alimentare altro odio, che spinge alla ricerca spasmodica di qualcuno da odiare. Se Borghezio restasse solo insieme a Calderoli su un’isola deserta riuscirebbe a trovare il modo di convincere tre noci di cocco che lui ha ragione a voler ributtare in mare il Roberto perché inquina la sabbia e svilisce la cultura del paesaggio. Non c’è un cazzo da fare.

Quest’uomo. Quest’uomo viva. Quest’uomo, la nemesi dell’uomo. Quest’uomo ci insegni a non far più nascere altri come lui.

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1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. placcataplatino
    Ago 16, 2011 @ 18:01:16

    Riesco a credere che su due visite giornaliere che ricevo al giorno ci sia anche quella di un povero coglione nazistoide che si é goduto l’estate per episodi come questo? Ci riesco.

    E trascriverò quello che dissi all’ultimo stronzo che mi mise addosso le mani per motivi ariani: “te la figa l’hai vista solo il giorno che sei nato, e neanche in quell’occasione era un passaggio gradito”.

    Mi fai così schifo che devo lavarmi gli occhi e le mani.

    Rispondi

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