Ho sentito che questa sarebbe stata una giornata di merda quando mi é toccato caricare in macchina uno dei barboni puzzolenti del paese che faceva l’autostop a metà strada tra casa dei miei e i miei giornali

Io non volevo studiare. Io da bambina volevo fare la parrucchiera. O lavorare in fabbrica per le stagioni delle conserve d’estate, dei panettoni d’inverno e delle colombe in primavera. Avevo ragione, ma quando mi hanno costretta a scegliere il liceo con tre lingue straniere invece che l’indirizzo professionale moda ho pensato “magari é interessante”. Poi dopo lingue che vai a fare? Cioé, io avrei provato la triennale di psicologia con un corso serale d’estetista, ma psicologia é una laurea del cazzo. “Vabbé, magari giurisprudenza si spende meglio e poi saperne un po’ di legge serve anche agli imprenditori”; il corso d’estetista no perché poi all’epoca stavo con uno che faceva il calzolaio (ebbene sì, era un ciabattino, e non so cosa storcete il naso che immagino un paio di mutande bucate le abbiate anche voi nei cassetti, duchessi di sta m) e quindi se volevo fare un corso avrei fatto meglio a farlo con lui per poi lavorare insieme – curiosamente non ho avuto il tempo, studiavo un casino, e neanche ho poi avuto il tempo di rammendare quel paio di mutande che ho continuato a mettere anche se slabbrate. Io non volevo studiare. Io volevo mettermi da parte i contributi e andare in pensione giovane come mia zia Santina che l’ha fatto a 58 anni e viaggia per il mondo come se avesse i millemiglia che gli escono dal culo. E non come mia zia Giovanna che è tanto se cammina col bastone e in pensione c’è andata due anni fa. La differenza la fa anche il fatto che la Santina lavorava come dipendente comunale, la Giovanna era operaia. Un’usura differente. Ma non voglio parlare stasera di quello che le portatrici di vagina subiscono quando lavorano, anzi, io volevo lavorare.

Io volevo lavorare. Perché me lo sentivo che sarebbe stato meglio averci da parte due denari per i momenti di solitudine. Cioé. Capite bene che dopo la terza volta nel giro di tre anni che mi inscatolano la roba e fanno per buttarla, io due domande sul fatto di essere desiderata in questa casa me le faccio.

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6 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. la Volpe
    Ago 20, 2011 @ 02:19:55

    mia madre si è detta dispiaciuta con un sms, tre giorni fa, per non essere venuta alla mia laurea

    di 4 anni fa

    ben arrivata, mamma!

    alla mia laurea non c’era nessuno dei miei parenti ^^

    Rispondi

  2. elisewin
    Ago 21, 2011 @ 10:55:58

    alla mia non ci sarà nessuno…forse non ci sarò nemmeno io visto che per trovare una via di mezzo tra le tue zie e tra te e le tue zie ho deciso di studiare e lavorare: in questo modo la laurea non arriverà mai e neanche la pensione, visto che il mio titolare non vuol neanche sentir parlare di contratto…

    Rispondi

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