Sta’ pronta con le uova…

Però oggi é 9/11.

Mi ricordo che mia sorella aveva acceso il televisore, ma poi era uscita a giocare. E io ero rimasta lì a guardare le torri che fumavano, non ho controllato se ci fosse stato altro sugli altri canali. Poi una é caduta. E ho pensato che sarebbe caduta anche l’altra. E parlavano di un uomo, Bin Laden, di cui non avevo mai sentito il nome, dandogli la colpa. Mi chiedevo come fosse possibile che sapessero già chi era stato; a meno che non l’avessero saputo già da prima che poteva succedere. La gente si buttava giù, e se ci penso ora mi chiedo perché, ma mentre guardavo non mi facevo questa domanda, in quel momento comprendevo il motivo, sentivo che in una situazione del genere l’avrei potuto fare anch’io. Avrei imparato poi che esisteva il terrorismo: per me più che altro fino ad allora esistevano le guerre nei balcani che erano colpa dei vari militari e capi di stato, le bombe le metteva la mafia sotto le autostrade e i governi stavano a guardare, e poi c’erano appena stati i massacri del G8. Ho sempre pensato che la colpa dei mali del mondo non fosse di chi fa il male perché è un povero sfortunato, ma di chi avrebbe le capacità di impedirglielo e invece glielo lascia fare. Quando hanno sparato a D’Antona, per esempio, ho pensato che i brigatisti sono dei poveri disadattati, un miscuglio tra intellettuali falliti che non sono in grado di aprire un dialogo politico e delinquenti violenti che una banda criminale seria non vorrebbe mai. Ma, come ho già detto, poi ho imparato cosa fosse il terrorismo.

Mia madre si è seduta lì di fianco a guardare, io mi ero stancata di sentire ripetere che era stato Bin Laden senza sapere chi cazzo fosse, ma sono rimasta per fare la figura della persona matura. E lei mi ha detto che c’era stata in viaggio di nozze, in cima alla torre due. Ho iniziato a pensare alla sfiga dei turisti che in quel momento per puro caso dovevano trovarsi lì sopra e quando ho capito che avevano usato aerei dirottati per farlo, ho sentito che non dovevo cercare un senso a quello che vedevo. Che non dovevo chiedermi chi fosse Bin Laden e non dovevo prendermela se non me lo dicevano. Bin Laden era un altro nome per dire Caos. Era un altro nome per dire Dio. Era un altro nome per non dire niente.

Dopo qualche giorno ho visto sul Corriere il lungo articolo di una giornalista di cui avevo apprezzato la prosa di quando scopava (Un Uomo, Lettera ad un bambino mai nato). Non sono riuscita a leggerlo tutto, sapeva di astio, cibo per gatti e rancore; ho pensato che mi bastavano le cazzate che sparava mia nonna mentre cominciava ad avere l’alzheimer, e che in quel periodo iniziò anche a leggere Libero. Per tanto tempo a casa mia sono rimasti esposti i libri che scrisse quell’autrice. Per tanto tempo il mondo intorno a me ha puzzato di astio, cibo per gatti e rancore.

Non é stata colpa di nessun “adulto”, perché nessun “adulto” poteva capire: il mio libro di storia alle superiori finiva con quella data, 9/11. Io mi affacciavo alla vita, loro c’erano in mezzo. Affrontavano quel disastro come uno di quelli a cui avevano assistito nella vita: legandolo ad eventi passati, cercando di spiegarlo, facendo ipotesi sul dopo.

Per la mia generazione 9/11 non è stato un evento da spiegare, ma la gigantesca, terribile lezione dopo la quale siamo stati buttati nel mondo.

A dieci anni da allora, quando prendo un aereo penso alla gente seduta come me che é morta senza sapere cosa accadeva. A dieci anni da allora piango ogni volta che vedo le torri crollare. A dieci anni da allora sono certa che un complotto non sia esistito. A dieci anni da allora vorrei andare avanti, ma dovranno passarne almeno altri venti prima di seppellire questo odore di astio, cibo per gatti e rancore.

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7 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. la Volpe
    Set 11, 2011 @ 12:36:14

    Io non penso a quella gente ogni volta che prendo un aereo, forse perché da anni prendo 50-60 aerei all’anno.

    Oggi tutti parlano dell’11 settembre, immagino sia pure giusto così.

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  2. eliseiwn7
    Set 12, 2011 @ 12:59:14

    io continuo a chiedermi cos’han subito prima, perchè per arrivare a un gesto così…

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    • placcataplatino
      Set 12, 2011 @ 13:15:54

      Ah guarda, le pene dell’inferno. Erano tutti studenti benestanti che avevano studiato all’estero, a volte grazie a programmi di studio americani. Il vecchio Bin poi é uno che nella vita ha proprio sofferto, sai, la sua é una delle famiglie saudite più facoltose grazie al petrolio e agli affari con gli States. Gente che proprio ha visto la fame, la miseria, il dolore sconvolgere la propria vita.

      Il paradosso é che il 94% degli afghani nelle province non sa cosa sia successo l’11/9 e non sa quale sia il motivo della guerra, ma é così abituato a vedersi dei militari spregiudicati in casa tra sovietici e talebani che tra l’altro accoglie gli americani come amici che son venuti lì in gita.

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  3. eliseiwn7
    Set 13, 2011 @ 13:48:19

    no mi son spiegata male…parlavo della popolazione..ora devo andare, ma appena ho un secondo di più provo a spiegarmi

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