“Guancia a guancia piroettiamo, fino a che non vomitiamo”

Mtv su Parma – per parlare di movida.

la-storia-di-roberto-e-salvatore

Io in movida ci andavo, prima che tutti i portoni diventassero dei bagni pubblici. Come andavo ai concerti di Jax quando li faceva alle sagre di paese. Come mettevo i leggins quando ancora le mie amiche li chiamavano fuseaux, e oggi se non hanno la coscia coperta sotto il vestito troppo corto non escono di casa. E dieci anni fa vendeva 600mila copie ma la critica non se lo filava, mentre oggi chiunque voglia fare qualcosa che piace a tutti – come Radio Deejay con il jingle per il trentennale – chiama Jax. E a Parma era nato un modo per imitare l’aperitivo milanese, dove usciti dall’ufficio o dall’università i giovani professionisti e gli studenti potessero incontrarsi, mangiare qualcosa e rientrare a casa ad un orario giusto sia per dormire che per uscire di nuovo.

Io smetto di fare le cose quando degenerano. Andare in via Farini il mercoledì sera é come andare a fare la fila allo stadio per il derby il giorno che nell’intervallo di partita cantano gli U2: cominci parcheggiando appunto in zona stadio, poi attraversi la strada e ti trovi davanti al muro umano; il primo locale é il Peter Pan, se sono le 22.00 hai davanti almeno 800 persone, la metà col cane  – di razza, versione hipster chic del puckabbestia. Prosegui dopo aver sgomitato, e mentre respiri fai bancomat sotto i portici perché é l’unico posto dove la fila non c’è visto che la Centrale del Rhum insiste a mettere le bruschette a 5€. Però poi vai avanti ancora e inizi a sentire il ronzio da folla, finché non la vedi, inizia al Gavanasa coi tavolini fuori e mille persone in piedi intorno, e sei circondato perché a destra c’è il Mood, che é una stanza provvista di un bancone dipinto di nero per dare ancora più l’idea della ristrettezza, tant’è che la cassa è fuori, ma ha sempre la fila; e se facendoti strada tra una camicia aperta e un tacco che barcolla sui sampietrini riesci a raggiungere l’unico locale in cui non devi aspettare di essere vecchio per farti servire – cioé il Dolcevita – puoi dimenticare di sederti, anche sul marciapiede, perché se sei arrivato lì non puoi nemmeno abbassare la testa per guardarli, i piedi. Se stai cercando qualcuno lancia un razzo segnalatore e aspetta che ti trovi lui: arriverà dal Tabarro se é un trentenne professionista o un quarantenne single, e avrà i gomiti sporchi di vino rosso perché li avrà appoggiati sull’unico tavolino che c’è, costituito da un barile probabilmente riciclato durante il restauro delle cantine del 1995; se é femmina e ha 17 anni, arriverà dalle Malve, perché si sente a suo agio con baristi che caricano molto i drink. Ti direi che arriva dal Toga, un barettino dell’alternativa universitaria di fronte alla facoltà di giurisprudenza, ma da quando il barista si è sposato, le studentesse degli istituti tecnici vanno a morire d’amore altrove, rinunciando all’unico posto dove l’alcol sia a prezzi ragionevoli.

Tanto hanno i soldi. Chiunque esca in centro a Parma ha i soldi, o li tiene da parte per uscire, per le magliette di Abercrombie & Fitch e per le ciabatte chiuse Birkenstock. Se no andrebbe al bar del suo quartiere a salutare i vecchi amici e a bersi una birra guardando la partita sulla tv satellitare.

La movida non esiste più. E’ lo stesso casino che si fa per la sagra di paese, ma invece che una volta l’anno è tre volte a settimana, e c’è molta più gente svestita. E’ una passerella di gomitate, troppo rumorosa per parlare con chi è con te, troppo disgustosa quando vedi i ragazzini vomitare negli angoli o i ragazzoni urlare contro le tipe, troppo, troppo troppo. Troppo come Sorrisi e Canzoni che vende i dischi di Jax in edicola. Troppo come mettere il leggins neri sotto una gonna nera per uscire in una sera di fine giugno.

Annunci

6 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Il_There
    Giu 29, 2012 @ 07:46:16

    Ti diró,io via farini di sera l’ho sempre schivata come le pocce,salvo quei giorni d’agosto dove tutto il centro é deserto e ti puoi fermare,immobile,in mezzo alla strada

    Rispondi

  2. Manu
    Giu 29, 2012 @ 13:06:22

    Ma si è sposato il barista del Toga?

    Rispondi

  3. Manu
    Giu 29, 2012 @ 14:45:10

    Gli aperitivi (se così li vogliamo chiamare) post lauree di giurisprudenza non saranno più gli stessi.

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: