Misérable noblesse (obligée)

Anche se era passato poco più di un mese, Placcataplatino sentiva che le vacanze estive erano storia antica, troppo lontane per fare bene al cuore e all’umore. Il pensiero di quelle future, pura fantascienza. Lo stipendio del mese prima era stato appena sufficiente a coprire le bollette e le spese mediche, quello che stava per arrivare era già ipotecato dalla quota da versare alla squadra in cui giocava e le spese universitarie. E comunque non sarebbe bastato. Bisognava tagliare qualcosa, ma cosa? La ragazza si era fatta una piccola lista, a metà del quaderno dove stava scrivendo gli appunti dell’ennesimo esame; lo stipendio era esaurito in cinque nuove voci, restavano fuori le due fisse da tre mesi: “ACCONTO GOMME ANTINEVE” e “BENEFICENZA”. Placcataplatino abbassò la calcolatrice e sfilò la matita dal mollettone arancione che le raccoglieva i capelli umidi. Con il righello, tracciò una riga sopra la voce “SCARPE NUOVE” e scrisse “PENNARELLO UNIPOSCA MARRONE”. Se funzionava quando aveva quindici anni con le Adidas, perché non avrebbe dovuto funzionare dieci anni dopo con le decolletées consumate?

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