Ci sono giorni in cui. E altri intanto.

Da parecchio tempo la mia vita sociale si é un po’ diradata, le persone che vedo più spesso sono la mia collega e il mio capo, i miei genitori, il mio ragazzo, il medico, la cassiera alla Coop. Sul fatto che ho bisogno di amiche nuove ho già scritto e tengo presente questo appunto mentale per quel lasso di tempo che verrà dopo la laurea fino il giorno in cui mi renderò conto che non avrò una cagna da invitare al mio matrimonio; però in questi ultimi giorni mi sono chiesta se l’isolamento dalla vita comune possa avermi causato degli effetti visibili, tipo incurvamento del naso, sviluppo di un intercalare ossessivo, tic nervosi, poca preparazione ai discorsi avente oggetto luoghi comuni (“oggi fa più freddo di ieri, non trova?” “dov’è che trovo cosa?”) e via discorrendo. Questo perché ho fatto una settimana a girare per biblioteche pubbliche a Parma (ai fini della tesi su argomento di storia parmense) venendo in contatto con molta fauna umana, e adesso che é sabato pomeriggio non ne posso più, odio tutti, e mi sento misantropa, ma ho deciso: é NO. Non sono io poco normale che non so stare in mezzo agli altri, sono gli altri che. Il mondo é fastidioso, la gente é fastidiosa, ed é tutta nelle biblioteche di Parma:

– Biblioteca Palatina. La prima che visito, ed é chiusa (con dentro sigillato praticamente tutto lo scibile parmense degli ultimi mille anni) prima per le zecche, poi per un incendio, infine per restauri e non si sa quando riaprirà, si sa solo che il mio relatore mi aveva detto di cercare proprio lì gli atti di un processo;

– Biblioteca di Lettere, dipartimento Storia, che il venerdì chiude alle 13.00, io che lavoro arrivo alle 13.10 trafelata, provo ugualmente ad entrare – magari c’è ancora qualcuno – e trovo dietro il bancone a mangiare un cracker un’amica della parrocchia in paese – fantastico, mi aiuterà a trovare il libro che mi serve! – mentre invece mi rispedisce fuori con un “devi tornare lunedì” che in parrocchia non ci andavo già più da anni, ma adesso ho deciso mi faccio protestante e vaffanculo;

– Biblioteca di Lettere, dipartimento Italianistica, una soffitta dove gli schedari con l’elenco dei libri sono a disposizione di chiunque, anche dei piccioni che vogliano cagarci in cima, ma soprattutto a ridosso di due microscopici tavolini dove una media di cinque / sei studenti per volta chiacchierano ammassati come bestiame;

– Biblioteca Civica la cui sala consultazioni per i volumi che non possono essere portati fuori é come il mercato di Porta Portese: rumore, squilibrati che cercano anticaglie (chiedendo le Gazzette di Parma del 1965, “tutte, che voglio rileggermele”) e anziani che quando incrocio il loro sguardo per sbaglio mi attaccano un bottone che più che cucito sembra saldato. Oggi alcuni studenti mi vedono seduta lì – ggiovane e apparentemente non squilibrata – e pensano di poter considerare quei posti riservati ai consultatori come la loro sala studio personale. Allora arriva il vigilante Auser, chiede a tutti di alzarsi, io cerco di spiegargli che il volume che ho in mano mi legittima a stare seduta lì, inizia la discussione, io sto seduta, anche gli altri non si alzano perché sto seduta io, l’Auser torna a rompere le palle e riprende solo me – per motivi ignoti – che ho paura soprattutto del fatto che possa attaccarmi anche lui un bottone, ma se ne va, e credo di averla scampata; poi uno degli studenti mi fissa e mi dice con sguardo complice “eh ma dove pensano che studiamo se no, c’è tutto chiuso, cioé, io dove devo andare?” e allora esausta lo apostrofo con “una casa ce l’abbiamo tutti gioia, quando non trovo posto per la consultazione m’incazzo anch’io”. Lui si alza e se ne va. Io resto, zitella dentro, ma fuori ancora non si vede quindi é rimediabile, intanto penso a studiare, poi si vedrà;

– Biblioteca Guanda, un ritrovo hipster per la Parma che non studia e non è interessata a farlo, un po’ come quella di Economia, ci sono andata solo perché mi sembrava stranissimo che dal circuito bibliotecario online non risultasse avere libri che potessero servirmi e pensavo fosse un errore; invece é vero, non so che libri ci siano lì dentro ma é possibile che siano utili quanto la gente che frequenta il posto;

– Biblioteca di Giurisprudenza, sezione Storia, io questa vi invito a visitarla solo per l’ufficio dell’addetto alla sorveglianza, credo che sotto quella catasta di libri ci sia anche l’Arca dell’Alleanza. I due libri che cerco qui dovevano essere restituiti il 2 Novembre. Dell’anno scorso. Ovviamente per questioni di privacy non possono darmi il nome del simpatico stronzo. E’ una fortuna perché così non dovrò comportarmi da zitella a domicilio.

– Biblioteca di Giurisprudenza, sezione Diritto Pubblico, in questo momento il prestito é gestito da una ragazza kenyota in scambio studio che non riesce a trovare il libro che mi serve e mi chiama in archivio per farmi vedere se lo trovo. Appuriamo che manca l’intera sezione di libri tra cui quello, e siccome non risulta a prestito é probabilmente successo che un professore sia entrato, li abbia presi in blocco senza dirle niente e grazie, arrivederla forse quando torno dal convegno dell’anno prossimo a Cipro, se lei non é già tornata in Kenya, ah ci sarà già tornata, bene bene brava brava.

La settimana prossima devo andare in Archivio di Stato. Che si é trasferito nella nuova sede troppo poco tempo fa perché non sia un viaggio a vuoto. Ma magari sono fortunata e (non) trovo un’altra amica della parrocchia.

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10 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. SemplicementeBlu
    Nov 10, 2012 @ 20:41:04

    in bocca al lupo!!!

    Rispondi

  2. elisewin77
    Nov 11, 2012 @ 14:37:41

    1 mese di serate in biblioteca per preparare l’esame, 1 mese di fastidio per il contatto troppo stretto con degli esseri umani non del tutto pensanti: mi ci sono volute 3 settimane per riprendermi. Ora che devo tornarci per preparare l’orale ho già i conati di vomito.
    PAT PAT:ti sono vicina!

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  3. freenews1985
    Nov 11, 2012 @ 16:46:23

    Leggendoti mi sono inizialmente ritrovata nel tuo modo di pensare, poi ad un certo punto mi sono ritrovata nei tuoi luoghi, nelle biblioteche di Parma. Sono anche io in fase di preparazione tesi di laurea e ho studiato a Parma, anche se vivo a Reggio Emilia. Vedi che alla fine ci saremmo pure incrociate?? 🙂

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  4. Manu
    Nov 12, 2012 @ 14:21:55

    Milano.
    Sabato pomeriggio.
    Prima Feltrinelli, poi Rinascente.

    Per la prima volta in vita mia ho preso volentieri il carro bestiame senza riscaldamento delle 17.20 che, fermandosi anche alla stazione del Fuori Orario, mi ha ricondotto nella meno affollata Emilia.

    Se no era la strage.

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    • placcataplatino
      Nov 12, 2012 @ 22:40:56

      L’emilia é un posto così bello, pensa che stasera io ho avuto il cuore caldo quando ho sentito Bersani dire “vassallo valvassore e valvassino” con quella esse lì, ad piasènsa

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