Mi metti a posto, ma non sposti niente

Ciao Turk, come stai/a casa tutto bene/ che tempo fa lì? Qui tutto bene /a casa c’è da stirare/ il tempo é nuvolo e fa freddino.

Ho visto la nostra amica Patata, settimana scorsa. Ora sta provando con la dieta Dukan. Ovviamente l’ho sgridata. Allora mi ha detto che “ogni tanto fa degli strappini”. L’ho sgridata di nuovo. Le sue enormi tette sembravano tristissime quando ho detto che dopo la laurea anch’io voglio partire, come te. Lei dice che non saprà come fare, che resterà da sola. L’ho rassicurata dicendole che, comunque, prima di sei mesi non se ne parla. Le tette si sono un po’ alzate, in quel moto d’orgoglio che conosco bene: viene dopo la quarta birra, quando per un istante hai chiarissimo come dare otto esami in una seduta.

Mi dispiace non averti potuto vedere prima che ripartissi, ma la vita ora che ho finito gli esami é bellissima. Uguale a prima, perché non studio un cazzo lo stesso, ma adesso non c’è l’ansia di doverlo fare. Per la tesi devo fare l’unica cosa che vorrei: cazzeggiare nelle biblioteche. E’ solo un po’ svilente sapere che dopo dovrò scrivere qualcosa di didattico. Il mio relatore ci tiene. Ieri mi ha anche detto che vuole propormi per il titolo di Cultore della Materia – è una specie di dottorato, solo non ti danno i soldi, il prestigio e ti valutano meno le pubblicazioni, però lavori uguale. Poi si è ricordato che la mia é una media da studentessa lavoratrice in terapia, e ha detto che ci saranno da fare un paio di pompini, forse tre. Gli ho detto ok. Poi mi é venuto in mente che ci sono altri quaranta Paesi dove posso fare la stessa cosa da pagata e senza pompini, e l’ho ricordato anche a lui; al che mi ha guardata sorridendo come sorride un uomo che ha passato gli ‘anta e ancora sopravvive con un lavoro di ricerca, aspettando da dieci anni il concorso per prendere una cattedra dove già fisicamente insegna, ma senza il suo nome sopra.

La nostra generazione subisce l’effetto del dramma romantico, Turk. Finché stiamo qui, a disposizione, non ci caga nessuno. Se ce ne andiamo, tutti ci vorrebbero. Se ci iscriviamo all’Università, é perché non vogliamo lavorare. Se intanto lavoriamo, non c’è un corso fatto ad un orario che ci consenta di seguirlo per alzare la media. Se andiamo a lavorare e basta, siamo troppo pochi giovani a laurearsi. Oppure ci laureiamo solo in materie inutili. Anche tu, quando hai finito la triennale di scienze politiche dopo sei anni, non eri un cazzo. Ora sei considerato un cervello in fuga. Non sono in piazza oggi, ma sono qui uguale, e sono venuta già menata.

Ciao Turk. Ci vediamo lì.

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Manu
    Nov 26, 2012 @ 11:58:25

    Quello che hai scritto è così tristemente vero che non resta molto da dire.

    Però.

    Cazzo.

    Hai finito gli esami.

    Rispondi

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