Le disgrazie accompagnate

Il mio relatore é una persona bella. Gentile. Educata. Tutto un “brava” “ottimo lavoro” “complimenti, questo è scritto molto bene”. Oggi gli chiedo se c’è un numero di pagine standard al quale fermarmi, perché sono prosaica. Io pensavo ancora una trentina, poi basta tesi, né. Sa, io studio e lavoro. E lui “sì sì, tu quando senti che é l’ora ti fermi”. Ma io, che sono prosaica, insisto, voglio dati fattuali: non è che la commissione poi vede una roba magra e pensa che non ho lavorato? “Ah sì, loro comunque il voto lo danno sullo spessore, non hanno mica il tempo che ho io di leggerla”. Ecco, io gli voglio bene, é una persona bella, gentile, educata. Però dimmelo prima.

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