Tabula in fabula

Oggi che siamo qui, tra noi, tra me e voi, che io sono stanca di veder pisciare la gente al pomeriggio in Pilotta (e comunque in ogni angolo del centro di Parma) e voi che siete stanchi dei vostri amici razzisti su Facebook che postano a bomba i link delle pagine tipo “Tutti i crimini degli immigrati” e poi mettono la foto di Mandela perché era il suo compleanno l’altro giorno, ecco, oggi che siamo qui, tra noi, tra me e voi, vorrei come sedermi in cerchio in silenzio un momento, tenerci per mano tutti, ad occhi chiusi, e ricordare chi – nella storia e nella vita – ottiene Ragione. Cioé noi (me e voi).

Come per molti sarà facile ricordare, la Rivoluzione Francese é iniziata con alcuni letterati prima, e borghesi dopo che misero a disposizione i propri mezzi e le proprie idee per cambiare uno Stato ricco di risorse, ma ridotto in ginocchio dalla malagestione. Per alcuni risulterà familiare che l’Italia, erede delle ricchezze ed infrastrutture romane, era stata devastata dalle guerre, e nel medioevo agonizzava governata dai feudatari (cioé gente brava con la spada ma non tantissimo a costruire le fognature) quando in ogni centro urbano sorsero piccoli club di uomini resi nobili dal proprio lavoro e dalla propria cultura, i quali fondarono i Comuni prima, le Università poi, e portarono intere nazioni al Rinascimento. Un po’ meno persone ancora ricorderanno che l’avvocato Fidel Castro e il medico Ernesto Guevara rovesciarono una dittatura corrotta per garantire al popolo quasi schiavizzato delle campagne cubane scuole, ospedali e una casa. Se vi urta un po’ la piega comunista che ha preso questo discorso, vi avverto che é possibile che siate soltanto molto ignoranti: proseguite pure nella lettura. Non può farvi che bene.

In sostanza, mentre siamo qui in cerchio, per mano, volevo dirvi che talvolta mi capita di pensare che nella vita vincerà l’ignoranza, la maleducazione e la furbizia becera dell’individualista. Ma la storia ci spiega che, alla fine, le rivoluzioni vittoriose le fanno gli uomini cui piace leggere e lavorare, e che sono un po’ frustrati. Siccome la descrizione mi si attaglia perfettamente, mano nella mano a voi, io sto serena.

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Manu
    Lug 23, 2013 @ 06:53:36

    C’hai ragione, eh?
    Ma a volte, solo a volte, non ti senti di esser l’unica che tira ‘sta carretta?

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