Now – we’re even

Visto che l’altra settimana ho postato col brutto ritardo della persona disattenta (la quale non sono, ma so ammettere quando cago fuori dal vaso) ho deciso di scrivere in anticipo.

Oggi mi preparo per andare al matrimonio di una ex coinquilina. Con questa ragazza ho diviso utenze e camera da letto per il nostro primo anno di università. Ho diviso anche il primo anno di università pensandoci, però lei non é che frequentasse la facoltà in modo assiduo. Poi, nella sessione di giugno/luglio si fidanzò (su internet) e si trasferì da lui, vicino a Padova. Otto anni dopo, lei si sposa ed io mi sono laureata. Vorrei aprire una parentesi su chi ha raggiunto uno dei traguardi della vita sforzandosi di più, ma non lo farò, perché la cerimonia é a Trento e tra mezz’ora devo essere pettinata, truccata e in autostrada – e perché il mio prossimo post parlerà della solidarietà femminile, sicché non voglio che queste parole oggi vengano mal interpretate.

Basti dire che, per dieci mesi, mi ha parlato di questo matrimonio fiabesco ed intimo “solo amici intimi invitati –  ed alla festa la sera saremo ancora meno!”, di quanto soffrisse perché suo padre si é comportato da stronzo, di quanto fosse contenta che andassi all’addio al nubilato (sto ancora aspettando che le sue amiche mi telefonino), del fatto che mi volesse a dormire da sua madre la sera prima “ti spedisco l’indirizzo con l’invito!”  e voi l’avete ricevuto? Io tardi, e l’indirizzo non c’era. Io, paziente e veloce, ho fatto il bonifico per il viaggio di nozze, mi sono cercata un vestito, e siccome evidentemente il mio fidanzato non era invitato e non conosco nessuno, ho inviato conferma solo per la cerimonia e per il buffet seguente.

Dieci giorni fa: mi telefona per chiedermi se ho confermato, le dico sì, ti ho spedito tutto subito, non ha ricevuto niente, eh la prossima volta manda prima l’invito e magari scrivi un indirizzo mail invece di uno postale per la (gentile) conferma, ride ahahha ho ragione – eeee “senti, porta chi vuoi eh”.

Io di lei ricordo soprattutto, quando tornavo da lezione, il trovarla davanti a Uomini e donne a pontificare su chi avesse “stile”. Questo stile, diceva lei, é una cosa innata, ma che va anche coltivata. Non tutti lo hanno. Ma lei sosteneva di saper riconoscere le persone con stile, perché sapeva di averne.

Povero stile.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: