“Nothing left to say”

Oggi é una domenica di primavera falsa. Tanto per cominciare piove di traverso, c’è un vento che taglia la faccia e la mia gatta mi ha graffiata. Più volte. La capisco e la perdono, mi prenderei a graffi anch’io. E’ stata una settimana nata storta, cresciuta nella bruttezza e nel disagio, e vorrei finisse qui. Purtroppo so che al peggio non c’è mai fine, e che questa settimana avrà la forza di durare un mese, forse un anno, perché nulla é forte in fibra come ciò che è cresciuto soffrendo. Inoltre, le disgrazie vengono sempre accompagnate, perché sono come quelle vecchie prozie zitelle ancora in gamba che ti invadono la casa quando sanno che una di loro è già lì, chè ti é venuta a trovare, e ad ogni parola vogliono ricordarti quanto la vita sia solo tristezza, quanto la bellezza sia fugace. E se hai un po’ di forza nel dire che tutto sommato in ogni giorno c’è del buono, ecco che partono con aforismi come “devi assaggiare l’amaro per apprezzare il dolce” o “tutto al mondo è sopportabile tranne una sfilza di belle giornate”.

E’ successo che lunedì sera il mio ragazzo mi ha telefonato, e mi ha chiesto se andavamo a convivere, perché c’era un’occasione. Io, per motivi diversi, ho un po’ tentennato, lui mi chiedeva una risposta, allora gli ho detto di sì, ne parlavamo già da un po’. Siamo andati a vedere l’appartamento ieri, che era sabato, e quindi sono tornata a casa dei miei per parlarne. E alla fine gli ho detto di no, perché anche se di lui ero convinta, non ero sicura di andare a convivere per l’occasione.  Non ci siamo ancora parlati di persona, ma da quello che ci siamo scritti mi sembra di capire che non ci sarà da dire moltissimo. Lui ha elaborato come si sente, e me lo ha scritto chiaro. Io devo ancora capire cos’ho fatto, ma mi é già piuttosto evidente di essere nel torto. Avrei dovuto mettere da parte le mie perplessità e fidarmi di lui. Non mi sono sentita di farlo, e credevo che mi avrebbe capita. Ma ero io a non aver capito che se era così insistente nel chiedermi di andare, non era perché l’occasione fosse buona, ma perché aveva voglia di farlo adesso. E quando passa il momento in cui vuoi fare una cosa, e non la fai, poi vivi sereno per sempre senza farla.

Quindi piove di traverso. I miei pensano che stia per andare a convivere – mia madre stamattina mi ha fatto un discorso molto toccante sulla famiglia nella cristianità, con citazioni a spruzzo di Papa Wojtyla – invece probabilmente la nostra storia é finita. Non so se morirò zitella, ma di sicuro i miei gatti non mi mangeranno perché é evidente che mi schifano già da ora.

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