Arte Povera

Settembre. Riprende il lavoro. Ricominciano gli esami all’università. Inizia la vendemmia. Cazzate. Coi cambiamenti climatici la vendemmia, da dieci anni a questa parte, comincia ad agosto. Abituiamoci. Fermo il resto, l’occasione é ottima per uscire a bere una cosa. Magari in centro a Parma. E di quanto apprezzo la gente della movida parmigiana ho già avuto modo di parlare. Non ho mai parlato approfonditamente dei gestori dei locali del centro perché la querela é sempre dietro l’angolo. Quindi non farò nomi. Ma voglio dirvi qui e ora cosa mi resta più nel cuore quando esco in via Farini (e laterali).

Prima di tutto ci sono certi locali pieni di gente – fuori. Dentro, posti con le pareti rinnovate, ambienti con arredi ricercati, personalizzati dai ristoratori magari spendendo anche dei bei soldi. Deserti. Perché completamente privi di sistemi di areazione. E con bagni che somigliano a quelli della stazione dei treni di Mumbay.

I baristi annaspano nel loro sudore d’estate e d’inverno, pestando frutta appassita per clienti cui in ogni stagione vogliono offrire mojiti e capiroska nel centro di una città emiliana come se fossero in un chiringuito su una spiaggia di Acapulco. Magari servendoli nei vasetti delle conserve Bormioli, che fa alternativo.

Se ti siedi ad un tavolo, una volta che ti ha portato il drink e gliel’hai pagato, il personale si scorda di te. Le cameriere sono troppo occupate a recuperare i bicchieri vuoti fuori e a riportarli dentro.

E poi c’è il cibo. In centro a Parma esistono locali pieni di gente (fuori) dove il cibo (dentro) viene lasciato esposto dall’inizio dell’aperitivo intorno alle 18.00 per tutta la sera. All’una di notte entri in posti in cui già l’aria circola pochissimo, e vieni accolto dall’odore dei vassoi, con sopra le residue focaccette impregnate di maionese e scaglie di grana che trasudano.

Il quadro generale é animato dalla presenza di ragazzi in camicia e pantalone con la piega centrale, ragazze ingioiellate e con borse costose, e da un uomo barbuto sui sessanta, piuttosto corpulento, che quando é in serata sale sui banconi e vuole sparare la coca cola con la pistola a seltz direttamente in bocca al pubblico femminile.

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