Una volta lasciato cadere in avanti il primo piede, il problema non c’è più

Una cosa che può capire solo chi ha fatto l’Erasmus, é che gli stupidi esistono ad ogni latitudine.

Chi ha fatto l’Erasmus ha le prove di questo: ha conosciuto gente di ogni regione italiana, come di ogni Paese d’Europa. E’ partito con il mito dei paesi scandinavi, e con un pregiudizio piuttosto negativo sugli spagnoli. Poi ha visto dei ragazzi olandesi asciugare i piatti insaponati senza prima sciacquarli perché “che senso ha? tanto il sapone lo toglie lo strofinaccio”. Ha iniziato a farsi domande. Le risposte erano lì, nello studentato dove viveva.

Tra quelli che hanno passato un periodo all’estero, che una volta rientrati non desiderano ripartire, c’è chi torna in un’Italia bella, finalmente consapevole che la fauna é variegata sia dentro che fuori i confini. E che le teste di cazzo sono artisticamente trasversali.

Ogni tanto l’ex studente Erasmus vede un telegiornale, per sbaglio, e la sua serenità vacilla. Ma ha la possibilità di rasserenarsi immediatamente, aprendo un social network a caso, dove sono presenti i suoi contatti con decine di conosciuti stranieri.

Ho un amico francese, di Parigi, circa la mia età, che si trasferisce in Australia. Ha deciso l’anno scorso. Ha disdetto l’affitto, ha venduto i suoi mobili, lasciato i certificati accademici ai genitori. Tutto quello che vuole portarsi é uno zainetto perché desidera cominciare una nuova vita. Mi ha fatto sapere che non potrà più tornare in Italia a trovarmi per un po’. Non potevo che esserne felice.

Sono quindici giorni che nei miei messaggi privati su Facebook compare la chat di un gruppo degli invitati alla festa d’addio, tra cui io figuro per caso. Hanno messo in piedi una “cagnotte cadeau“. Colletta regalo. Hanno aperto un conto online per delle donazioni, in cui tutti possono possono versare soldi per un regalo ad Arthur. Fino qui sarebbe un’idea meravigliosa: un amico parte per costruirsi una vita lontano, e tu lo aiuti con un concreto sostegno economico. Meraviglioso. Ho già in mano la Postepay.

Poi salta fuori che la cagnotte serve a comprare un coltello santoku, da chef professionale, perché lui ama la cucina, e – sto male solo a pensarci – un set di saponi e sali biologici per il bagno.

Mi é chiaro perché Arthur abbia scelto di cambiare vita così drasticamente. E’ circondato da coglioni – che sono certamente trasversali, ma molto concentrati in zona Paris 3. Già il fatto che tu parta solo con uno zaino, perché hai venduto tutto quello che avevi ai mercatini, dovrebbe spiegare che vuoi viaggiare leggero.

Fisicamente il problema non si pone. Il coltello te lo sequestrano in aeroporto alla partenza, e il set da bagno all’arrivo. Chi é che non sa, nel 2015, che qualunque cosa organica trasportata verso l’Australia viene distrutta dai doganieri? I tuoi amici parigini. Voilà.

Una volta giunto a destinazione sarà rimasta unicamente la consapevolezza che gente del genere ti é non solo compatriota, ma pure amica.

Eppure non tutto il male viene per nuocere, mon ami. Se il tuo addio mercoledì sarà piuttosto imbarazzante, a casa di Placcataplatino il lunedì sera é stato una festa. Si celebrava il fatto di non conoscere italiani che regalerebbero coltelli o set da bagno a gente che va in Australia. Me ne picco, caro amico francese.

Stasera i buoni vincono, i pirla perdono. E, come sempre, l’Italia domina.

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