I’m ballet proof

E’ una settimana che vado a dire in giro a tutti quanto mi piaccia la nuova pubblicità della Tampax. Proprio con la spensieratezza di essere arrivata alla soglia dei trent’anni e finalmente vedere uno spot in cui a) la donna mestruata non fa paracadutismo e non vede sparire il fastidio dei tacchi alti e b)  ci sono degli uomini che parlano di qualcosa* che serve per forza e solo alle donne.

La trovo simpatica perché fa passare un messaggio vero, e cioè che i maschi non sanno molte cose del corpo femminile. E grazie, ne hanno uno diverso. Non sono pratici con i collant? Se dovessero metterli spesso, li sarebbero. Io non ho bisogno di dirigere il getto quando piscio in un orinatoio per non macchiarmi le scarpe. Non lo faccio mai. E nel caso ve lo steste chiedendo, ne sarei capace. Ma dopo qualche tentativo.

Il messaggio che vedo in questa pubblicità é che, per usare un tampax, basta sapere dove va messo. E fin lì ci arriva anche uno che non ha il posto giusto dove metterlo.

Nell’onda di questo mio entusiasmo per aver visto finalmente una rappresentazione un po’ differente del discorso mestruazioni sulla Tv nazionale, oggi càpito sul blog wordpress D I S . A M B . I G U A N D O, dove trovo un post dell’autrice sul Perché non le piace l’ultimo spot di Tampax Italia “Facile, a prova di uomo”.

E siccome sono una donna che ama parlare di donne, e il dialogo, e la cultura, e il dibattito ecc… mi sento di spiegare a questa lettrice superficiale dei messaggi mediatici la mia versione dei fatti. Quasi con l’intento della figlia che compatisce la madre, vedendola scrivere un post su Facebook.

Salta fuori che é professoressa all’Università di Bologna, con un dottorato in semiotica conseguito sotto direzione di Umberto Eco.

Magari la prossima volta il cv lo leggo prima.

 

* Un assorbente. E’ la rivoluzione. Gli uomini possono toccare un assorbente. Quando mi sono infortunata ho chiesto al mio ragazzo di comprarmeli: “ma non puoi fare senza?”. Ovviamente si è subito risposto da solo. E quante volte ci siamo scordate un assorbente usato in bagno, chiuso diligentemente nel suo pacchettino, pronto per la spazzatura. E nostro fratello, nostro padre, nostro marito, ci ha chiesto di buttarlo quando siamo tornate a casa? Lo so che non è il loro. Ma perché buttano il filo interdentale usato, le salviette struccanti abbandonate sul granito come la Sacra Sindone, e gli assorbenti no? Perché nessuno negli ultimi duemila anni gli ha mostrato che è legale. Secondo me.

 

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